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Cose impossibili in Italia

C’è una moda nei playoff NBA da qualche anno, ed è quella di vestirsi tutti dello stesso colore per incitare meglio la squadra, insomma creare un certo clima. Che io sappia se la sono inventata a Miami questa cosa, vestendosi tutti di bianco.

Io molto umilmente suggerii di fare una cosa del genere anche a Roma, 4-5 anni fa, mandandogli un’email. Due giorni dopo uscì il comunicato che avrebbero distribuito le magliette. Se fu davvero una mia idea non lo sapremo mai, ma questa comunque è un’altra storia.

La cosa notevole, della storia di Miami e di tutte le squadre NBA che poi hanno seguito l’esempio, è che le magliette non vengono distribuite in un clima di aiuti alimentari, ma sono già appoggiate sulle sedie. Uno arriva e si prende la sua, fine della storia.

Le colpe dei padri

Riflettevo che quattro dei cinque sport più spettacolari del mondo hanno un corrispettivo-genitore noiosissimo. Tranne il basket, salvo considerare il basket del passato, o quello attuale delle serie minori, come un altro sport rispetto alla NBA (e lo è probabilmente). Comunque, per gli altri:

Beach volley — Pallavolo
Calcio a 5 —  Calcio
BMX — Ciclismo
Snowboard (slalom parallelo) — Sci

E 195 metri

Fatta la Maratona alla fine. Mini-micro contributo alle tante cose che si dicono sul tema:

Ho scoperto che ci si allena a una distanza, oltre che a un tempo su una distanza. Bisogna avere quella distanza nelle gambe, e probabilmente non basta in assoluto allenarsi per la maratona, per quanto quell’allenamento sia duro, senza aver prima fatto l’allenamento della mezza maratona (e una o più mezze maratone). Una specie di gavetta, insomma. Poi, certo, uno a finirla la finisce comunque, ma magari un po’ tapasciando – come si dice in gergo – come ho fatto io.

Nel complesso c’è molto simbolismo attorno al tipo di gara, probabilmente perché è la più lunga (tra le umane, salvo altre corse estreme meno codificate). Si respira leggendo i forum, le attese, i resoconti epici, il senirsi “maratoneti” anche se ci si mette più del doppio dei primi (che sarebbe come se mi sentissi uno scattista se facessi i 100 metri in 20 secondi). La componente “sport” è molto inferiore alla componente “festa”, e quest’ultima si alterna alla fine addirittura con la componente “dolore”, che con lo sport dovrebbe avere poco a che fare.

In nome dello sport strettamente inteso, a rigore molte persone non dovrebbe neanche iscriversi (non solo quelli che la fanno con le macchinette fotografiche o il cellulare, ma direi addirittura la metà), ma evidentemente il simbolismo è troppo forte. Il dubbio è che ci sia una specie di piccolo equivoco collettivo, e un segnale di questo è che addirittura danno una medaglia a tutti. In quale altra gara vincono tutti? Comunque, agli organizzatori va ovviamente bene così, alla gente pure, quindi bene così.