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Il senso dell’umorismo

Ogni volta che lascio una battuta nel forum di Spinoza (ultimamente: Atene, approvate le misure di austerità. Da oggi si chiamerà SpartaMigliaia di fan lasciano mele di fronte agli Apple Store. Non voglio pensare quando morirà il presidente della Lacoste) mi stupisco di una cosa.

Sei su un sito che pubblica battute di altissima qualità, come è possibile che molti continuino a scrivere le proprie non-battute? Basta aprire una discussione totalmente a caso per rendersene conto. Voglio dire: che la gente non abbia senso dell’umorismo si sa, che non riesca a guardarsi attorno e non capire a un millimetro da una battuta buona che le proprie non sono neanche battute sembra incredibile.

Passo ore a non-scrivere sul forum di Spinoza, se non me ne vengono di buone.

Battute

Mi piace la satira, come più in generale la comicità e l’idea di far ridere, anche da un punto di vista tecnico. Sulla questione dei “limiti” della satira metto “limiti” tra virgolette perché cerco di pormi al di là dell’idea che dei limiti ci debbano essere o non essere (sono agnostico): se qualcosa fa ridere, ben venga, non vedo il nesso con il “rispetto” (se si ride non si è rispettosi? Perché?).

Non so perché però spesso molte battute politiche non mi piacciono molto, forse sono intrinsecamente banali nell’oggetto, nel far leva anche sull’indignazione e nel non inventare granché di nuovo, anche se chiaramente ce ne sono pure di notevoli. Quasi sempre, però, preferisco quelle più generiche e un po’ nonsense, che buttano nella mischia anche un elemento del tutto nuovo.

Ad esempio considero un capolavoro questa comparsa sull’ultimo Spinoza:

115 anni fa venivano scoperti i raggi x. Sarebbe anche ora di dargli un nome.

Fa il paio, come genere, con un’altra anche comparsa su Spinoza tempo fa, e che mi torna sempre in mente:

Austria, condannato all’ergastolo Joseph Fritzl. Respinta la richiesta dei domiciliari.