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Essere minimalisti

Per cominciare il proprio cammino per diventare minimalisti, bisogna indubbiamente partire dal sito The Minimalists. Questo è direttamente vero, nel senso che leggerlo, nel momento in cui si legge, è già in sé un primo atto di analisi strutturale e organizzativa su ciò che si fa. Darsi delle regole, cosa c’è di più bello?

Poi, per il resto, si può riuscire a prendere quello che si vuole dai numerosi consigli che vengono proposti, e questo è un po’ il bello del minimalismo, il non dover essere integralisti nel prendere tutto o niente.

Nuovi progetti

On su Off, un sito su come la vita online influenza quella online. Qui si spiega più nel dettaglio la faccenda. Il tema mi frullava in testa da un po’, mi ha sempre interessato capirlo fino in fondo, e seguirne l’evoluzione.

In fondo, molto di quello che si fa in Rete è solo legato alla comunicazione, e lì, come dire, abbiamo già dato. Ci sono però altri aspetti attorno alla Rete che emergono sempre di più, dove la comunicazione è al limite solo uno strumento, ma riguardano le cose pratiche.

Feedarsi

La questione di come leggere i feed RSS è sempre molto interessante. Mi ricordo quando lessi la prima volta dell’idea di creare una cartella/tag chiamata “1”, mi pare sul sito dei tizi di Common Craft, per cercare di tenere almeno le cose urgenti in priorità.

Farhad Manjoo ha scritto un articolo sul Slate in cui affronta il problema. In effetti da un lato sembra tornare indietro, perché si basa principalmente su un sistema di preferiti offline, però ci sono comunque altri suggerimenti interessanti, come l’uso del tasto centrale del mouse, e l’idea di dare un orario alle cartelle.

Posto che il compromesso iniziale di base è che non si può leggere tutto, il futuro della dieta informativa passa secondo me anche attraverso applicazioni sociali. Non nell’attuale caos di “selezione naturale”, per cui ognuno segue su Twitter persone di cui più o meno si fida, in questi termini, ma con un’organizzazione a monte per dividersi le cose da leggere, e poi rimetterle nella mischia selezionate. Ci vorrebbe un’applicazione.

Via: Internazionale

IMDb 20

Non so se mi piace il nuovo approccio un po’ più patinato di IMDb. Probabilmente si perde qualcosa nell’idea di essere un freddo database, dove “freddo database” non si intende in senso dispregiativo. Ovvio che i dati ci sono sempre tutti comunque.

Comunque, in questi giorni stanno celebrando il ventesimo anniversario, con un bel po’ di risorse in ballo.