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Internet si rompe

Leggo per ragioni organizzative spesso cose relativamente vecchie: per un’idea di assegnare un tempo alla lettura di alcune fonti (salvo che questo tempo è largamente insufficiente, o le fonti sono troppe), e di voler leggere tutti tutti i contenuti proposti, in ordine cronologico, che è un’altra faccia del problema personale legato alle troppe fonti.

Dunque mi ritrovo per esempio a leggere un blog dal 2015, con la pretesa inverosimile di leggerlo tutto. Parentesi: molti di questi blog curiosamente non prevedono un bottone “Articolo successivo”, non venendo incontro alla categoria dei lettori differiti. Tornando al problema principale, molto spesso dunque i link al suo interno sono rotti. Tutto qui, per una ragione o per un’altra i link di solito a giornali non si ritrovano più, quindi quell’idea di internet come archivio mondiale di cose si perde un po’.

Posti ricorrenti per andare a mangiare

È abbastanza divertente fare una lista di posti ricorrenti in cui andare a mangiare, della quale si accennava qui anche per evitare forme di “clientelismo”, nel senso stretto del termine.

Gli altri vantaggi sono che si variano di più i posti e le cose che si mangiano, e si tiene più in generale sotto controllo la spesa per i pasti esterni.

Io ho diviso la lista in colazioni, pranzi e cene, gelati e dolci, e per ciascuna categoria gli intervalli sono settimanali. Un posto può anche appartenere a più categorie, ma deve avere una media di intervallo superiore alle 3 settimane. Nessun posto nella stessa categoria può avere lo stesso intervallo di un altro, quindi la lista prevede una gerarchia e dei tempi diversi, che vanno da 2 settimane a 10 settimane.

Se in un posto non ci si va da moltissimo tempo, e aggiungendo i giorni questi arrivano a più di una settimana dal giorno in cui ci si è andati, quel posto viene automaticamente calamitato a una settimana prima del giorno in cui ci si è andati.

Buona parte del divertimento è ovviamente aggiornare la lista, o guardarla aspettando che arrivi il giorno in cui si può finalmente rimangiare quel gelato, o quella piadina. Tutti i posti sono comunque strettamente selezionati, tanto che neanche si arriva a riempire tutti gli spazi liberi: devono fare lo scontrino, non avere il sospetto di infiltrazioni criminali ed essere simpatici.

Attività ripetitive ricorrenti

Tutti dovrebbero avere delle attività ripetitive ricorrenti, almeno in Rete, da fare come distrazione veloce nelle pause tra un’attività e l’altra.

Una interessante è controllare le code di Disneyland Paris, in diretta. Un’altra è controllare i risultati del World Tour, quando giocano. Una più recente è giocherellare con il Cerca Percorso di Muoversiaroma (un ossimoro), che si è molto evoluto negli ultimi tempi unendosi alle Mappe di Google.

Regolare il cazzeggio

Non riuscendoci al 100%, ma almeno avendo un criterio, sto cercando di regolare e gestire tutte quelle minutaglie internettiane che consistono nell’andare 100 volte al giorno su Facebook, o sui siti di informazione, o sugli altri “siti tic” che uno ha.

Il tutto avviene in uno o più momento della giornata, partendo da un foglio elettronico online: c’è una colonna con i nomi, una con i link, una con la data dell’ultima consultazione. Ogni sito ha poi un intervallo temporale, e una volta consultato va in coda, con maggiore o minore urgenza a seconda del proprio intervallo temporale.

Questo potrebbe teoricamente valere anche per le email, ma ormai le aspettative che si hanno sono maggiori di una sola consultazione quotidiana, e potrebbe sempre esserci qualcosa di veramente urgente.

Feedarsi

La questione di come leggere i feed RSS è sempre molto interessante. Mi ricordo quando lessi la prima volta dell’idea di creare una cartella/tag chiamata “1”, mi pare sul sito dei tizi di Common Craft, per cercare di tenere almeno le cose urgenti in priorità.

Farhad Manjoo ha scritto un articolo sul Slate in cui affronta il problema. In effetti da un lato sembra tornare indietro, perché si basa principalmente su un sistema di preferiti offline, però ci sono comunque altri suggerimenti interessanti, come l’uso del tasto centrale del mouse, e l’idea di dare un orario alle cartelle.

Posto che il compromesso iniziale di base è che non si può leggere tutto, il futuro della dieta informativa passa secondo me anche attraverso applicazioni sociali. Non nell’attuale caos di “selezione naturale”, per cui ognuno segue su Twitter persone di cui più o meno si fida, in questi termini, ma con un’organizzazione a monte per dividersi le cose da leggere, e poi rimetterle nella mischia selezionate. Ci vorrebbe un’applicazione.

Via: Internazionale