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La lingua dell’amore

Cose che ho imparato in francese, in attesa di andare al parco con l’amica appassionata di parchi.

“Walkie-talkie” si dice “talkie-walkie”. Beato Angelico si chiama Fra Angelico, questo anche in molte altre lingue.

Ma più che altro, perché si dice che i francesi sono antipatici? Secondo me c’è un piccolo equivoco linguistico dato dalla traduzione letterale di alcune espressioni, che spiega almeno per l’1% la questione.

Ad esempio, se vuoi dire “per favore” devi dire “s’il vous plaît”, e viene detto molto spesso, credo non basti avere un tono gentile. Solo che questo s’il vous plaît mi è sempre sembrato un “se vi piaccia”. “Vorrei un piatto di pasta, se vi piaccia”, come a dire “beh, ci muoviamo un po’?”, o come il “se siete così gentili” messo dopo la frase, che ha una sfumatura più polemica (simile a “se vi degnate”) che se messo all’inizio (“sarebbe così gentile da”).

Ancora, un modo per dire che “non fa niente” o “va bene” è “[ce n’est] pas grave”. “Ho dimenticato la penna”, “pas grave”. Ok, non è “grave”, ma messa così un po’ lo è, perché la frase è al negativo. E si potrebbe dire che non arriva a essere “grave”, ma magari è altre cose inferiori comunque negative (“scorretto”, “perdonabile”, “inferiore alle aspettative”). Invece “va bene” è più salvifico, così come “non fa niente” elimina ogni impurità.

Ci sarebbe poi anche “par contre”, che sarebbe un “d’altra parte”, “tuttavia”. Qui la cosa è ancora più sfumata, ma sembra che ti vuoi allontanare ancora di più dall’espressione dell’altro, gli vai “contro” annullando la sua opzione invece di proporre un’alternativa.

E poi, anche quel “talkie-walkie” di cui sopra significa che parlano prima di ascoltare.