Passeggiando per la città

Succede che mischiando la modalità di uscita spagnola con il CouchSurfing lato sociale (non solo quindi essere ospitati ma anche incontrare gente ), si possano creare delle situazioni del tipo che tu hai quedado (letteralmente: “rimanere”, ma anche “prendere appuntamento”: he quedado con, ma anche como quedamos?, che potrebbe essere “come rimaniamo?” in effetti) con una persona sola, però poi andando da questa persona incontri un’altra persona che avevi conosciuto il giorno prima (chi è causa del suo mal…), e nel primo spettacolo anche la persona che ti ospita, e poi anche la prima persona ha quedado con altra gente. Ti ritrovi in dieci in un attimo, con nuovi flussi di gruppi che si creano e disfano, magari perdendo di vista la prima persona e rimanendo con questi nuovi tuoi amici di secondo o terzo grado.

Questo è bene, sicuramente, però la verità è che il teatro de calle è un’esperienza che va fatta almeno per un giorno intero da soli. Andare al cinema in compagnia è una cosa che non capisco molto ma si può anche fare. Vai, c’è quel film, inizia e finisce (capisco che c’è anche tutto un filone di gente che decide nella sala, ma tendo a non considerarli).

Qui però è tutto per sua natura più evanescente, a parte un programma dettagliatissimo con orari di una puntualità imbarazzante, specie per le cose più di strada e da vedere in piedi. Andare a vedere quello che si vuole, è bello soprattutto, per il tempo che si vuole, cambiando idea anche in corsa, riposandosi quando si vuole, con qui specificamente anche tutta una serie di posti che vuoi rivedere (qui ogni angolo ha un ricordo) e che richiedono delle micro-deviazioni.

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