Come d’incanto

Giornata abbastanza interlocutoria ieri, senza praticamente visite aggiuntive al parco. L’ho però visto di notte, chiusissimo. C’è da dire che dopo la chiusura formale, gli ultimi guest escono anche 60-90 minuti dopo.

È previsto così, perché l’orario di chiusura è l’ultimo momento utile per mettersi in fila in un’attrazione, secondo il principio dei seggi elettorali. E comunque, anche i negozi restano ovviamente aperti nel lento deflusso.

Uno poi si aspetta che via, quelli che ci lavorano tutti a casa. Invece c’è un grande lavorio di riparazioni, manutenzione, vetrine da rifare, prove tecniche e di audio (e quando le fanno sennò?). Le luci, però, restano accese, più che altro per quelli degli hotel e per alcune cose che si vedono da fuori.

Sto poi iniziando a capire meglio qualcosa sulla logica sottintesa che anima il tutto. In pratica, l’obiettivo è quello di offrire la giornata perfetta. Questo si sapeva, ma è di fatto realmente un obiettivo, nel senso che se sai che in quel posto ti offrono la giornata perfetta, il “patto” implicito è che poi ti aspetti che tutto funzioni a meraviglia. E da questo lato la cosa è abbastanza stimolante.

Per il resto, voglio capire meglio i movimenti dei personaggi. In particolare vorrei chiedere di uscire a Cenerentola, ma so già cosa mi dirà: devo tornare a mezzanotte.

Parco anche ieri abbastanza pieno, ma ho capito che qui è proprio vacanza vacanza, nel senso che le scuole sono chiuse.

In effetti, mi rendo conto di aver fatto due foto ieri. Le accorperò da qualche parte.

[singlepic id=85 w=240 h=180 float=left]La chicca del giorno: su Toy Story Parachute Drop e RC Racer, se siete da soli c’è una fila separata per il “single rider”, molto ma molto più breve. In pratica, da lì si viene chiamati per riempire gli ultimi posti disponibili, che spesso avanzano in numero dispari perché la gente magari vuole stare vicina ai suoi amici.

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