E 195 metri

Fatta la Maratona alla fine. Mini-micro contributo alle tante cose che si dicono sul tema:

Ho scoperto che ci si allena a una distanza, oltre che a un tempo su una distanza. Bisogna avere quella distanza nelle gambe, e probabilmente non basta in assoluto allenarsi per la maratona, per quanto quell’allenamento sia duro, senza aver prima fatto l’allenamento della mezza maratona (e una o più mezze maratone). Una specie di gavetta, insomma. Poi, certo, uno a finirla la finisce comunque, ma magari un po’ tapasciando – come si dice in gergo – come ho fatto io.

Nel complesso c’è molto simbolismo attorno al tipo di gara, probabilmente perché è la più lunga (tra le umane, salvo altre corse estreme meno codificate). Si respira leggendo i forum, le attese, i resoconti epici, il senirsi “maratoneti” anche se ci si mette più del doppio dei primi (che sarebbe come se mi sentissi uno scattista se facessi i 100 metri in 20 secondi). La componente “sport” è molto inferiore alla componente “festa”, e quest’ultima si alterna alla fine addirittura con la componente “dolore”, che con lo sport dovrebbe avere poco a che fare.

In nome dello sport strettamente inteso, a rigore molte persone non dovrebbe neanche iscriversi (non solo quelli che la fanno con le macchinette fotografiche o il cellulare, ma direi addirittura la metà), ma evidentemente il simbolismo è troppo forte. Il dubbio è che ci sia una specie di piccolo equivoco collettivo, e un segnale di questo è che addirittura danno una medaglia a tutti. In quale altra gara vincono tutti? Comunque, agli organizzatori va ovviamente bene così, alla gente pure, quindi bene così.

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